Il San Carlo nella fabbrica
Posted on | 25 novembre 2011

Il Teatro San Carlo si conferma come il principale motore culturale della città inaugurando i nuovi laboratori per gli allestimenti scenici negli ex stabilimenti Cirio di Vigliena a San Giovanni a Teduccio.
Una zona degradata e abbandonata da decenni ospita adesso uno spazio polifunzionale – bellissimo – aperto al pubblico che potrà vedere come lavorano le straordinarie maestranze del più bel teatro del mondo.
un’altra perla nordica
Posted on | 12 novembre 2011
Come per il mio adorato Wallander interpretato da un colossale Kenneth Branagh e basato sui romanzi dello svedese Henning Mankel, stavolta è il turno della Danimarca. Fox Crime ha trasmesso la prima stagione di “Loro uccidono” tratta dai libri di Elsebeth Egholm. Storie eccezionali, personaggi magnifici e attori bravissimi. Ad avercene da queste parti.

a fagiolo
Posted on | 28 ottobre 2011
In pieno Occupy Wall Street, la settimana scorsa è uscito negli Stati Uniti “Margin Call”, sul crack della Lehman Brothers.
(grazie a AmericanaTVblog)
un dispiacere
Posted on | 25 ottobre 2011
Ieri se ne è andato Massimo Baldari. Giornalista del Mattino, era davvero un gran fotografo. Sono molto, molto felice di avere in casa nostra questa foto dalla sua ultima mostra “Fine Art Naples” del maggio scorso.

pupi e Gheddafi
Posted on | 21 ottobre 2011
Chiariamoci, Gheddafi era un delinquente e un assassino. Ma quello che noi, l’Occidente illuminato, abbiamo fatto è decisamente uno schifo.
E sono totalmente d’accordo con quanto ha detto ieri sera Giuliano Ferrara a Radio Londra e anche con ciò che scrive oggi Pietrangelo Buttafuoco sul Foglio.
Come sanno morire i nostri nemici, nessuno. Come ha saputo morire il rais, armi in pugno, lo sapevano fare solo i nostri. Come a Bir el Gobi quando con onore, dignità e coraggio sorridevano alla morte. Fosse pure per fecondare l’Africa. Sarà tutto tempo perso, dunque, sporcarne gli ultimi istanti, gravarne di dettagli i resoconti e anche quel disumano reportage sul volto fatto strame – tra sangue e calcinacci – non potrà spegnere il crepitare della mitraglia. Perché come ha saputo morire Muammar Gheddafi – così ridicolo, così pacchiano e così a noi ostile – come ha saputo farsi trovare, straziato come un Ettore, solo il più remoto degli eroi dimenticato nell’Ade l’ha saputo fare.
Come i nostri eroi. Come nel nostro Ade. Proprio come seppe morire Saddam Hussein che se ne restò sprezzante sul patibolo. Come neppure la più algida delle principesse di Francia davanti alla ghigliottina. Incravattato di dura corda al collo, l’uomo di Tikrit, degnò qualche ghigno al boia, si prese il tempo di deglutire il gelo della forca per poi gridare la sua preghiera: “Allah ‘u Akbar”. E fu dunque fatto morto. E, subito dopo, impudicamente fotografato. Come nel peggiore degli Ade. Per quel morire che non conosciamo più perché gli stessi che fino a ieri stavano a fianco del rais, dunque Sarkozy, Cameron, lo stesso Berlusconi, tutto potranno avere dalla vita fuorché un ferro con cui fare fuoco.