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il blog di davide azzolini

The Tree of Life

The Tree of Life non è un film per tutti.
In realtà non è nemmeno un film, come lo si intende generalmente.
E’ immergersi quasi fisicamente nel flusso della vita di una famiglia della provincia americana negli anni ’50, nei loro sguardi, nei loro pensieri, nelle loro paure. Nelle domande che rivolgono a Dio cercando risposte al perché dei piccoli e grandi dolori che gli arrivano addosso. Nonostante il loro sforzarsi di seguire rette vie, pensando così di essersi messi a posto con Lui.
E quando gli arriva una mazzata pesante, di quelle che non si riescono a comprendere, ad accettare, continuano ad interrogarsi, ad interrogarlo.
E allora Terrence Malick ci mostra quello che, secondo lui, Dio deve pensare in questi casi. E ci mostra, diciamo così, il suo punto di vista. Che definirei abbastanza ampio. E allora tutto si ridimensiona, si relativizza.
Certo, si dirà, questione di punti di vista. Però il punto di vista del Padreterno è incredibile da mostrare, anche se poi non lo si condivide.
Questo, insomma, è un film sulla vita. Ma soprattutto su Dio.
Chi non crede, troverà una fotografia da mozzare il fiato ma probabilmente lo giudicherà incomprensibile, lungo, insulso, pretenzioso, kitsch.
Per apprezzarlo però non bisogna essere necessariamente bigotti o ferventi praticanti. Io, ad esempio, non lo sono nemmeno un pò.
In quanto malickiano devoto, non faccio testo. Ma, anche se fossi ateo, penso che lo troverei comunque bellissimo.

 

Del Frisco raddoppia

Del Frisco – la miglior bistecca di Manhattan – aprirà quest’estate una nuova gigantesca location con non so quante vetrine su Rockefeller Center Plaza.

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