davaz.it

il blog di davide azzolini

filagrana per tutti nel 2010!

Immagine anteprima YouTube

dammi solo un minuto

celle a piazza dei martiri

Mi sa che non ho colto il senso dell’operazione. Praticamente hanno piazzato in mezzo a piazza dei Martiri una riproduzione fedele di cella carceraria da visitare per un minuto. A me era sembrata un’idea geniale intesa come dissuasore per queste orde di ragazzini teppisti. E non solo per loro.

Invece nel pezzo su Repubblica Napoli dicono che è fatto  ”per avvicinare l’opinione pubblica alle problematiche relative alla detenzione”. Mah..

A parte che sono come le celle dei film americani che, paragonate ai padiglioni di Poggioreale, sembrano un quattro stelle lusso.

in effetti…

tra bosnia e serbia

Diego Lama, architetto di qualità e testa pensante che scrive per il Corriere del Mezzogiorno, offre un interessantissimo spunto di riflessione su Napoli. E con me sfonda una porta aperta.

Esiste un indice internazionale, stilato da Fund for Peace e dalla rivista Foreign Policy, che individua gli stati in via di fallimento, quelli che rischiano di andare a rotoli, quelli già precipitati nel baratro dell’ingovernabilità. L’indice valuta 12 rivelatori di instabilità (politici, economici e sociali) e, in base ad essi, dando loro un opportuno valore, calcola l’instabilità complessiva di una nazione su cui poi puntare l’attenzione del mondo se c’è bisogno di aiuto.

Leggi tutto

gioco, partita, incontro

omicidio sanita

Che la gente abbia paura a mostrare una reazione di fronte all’esecuzione di un omicidio posso capirlo. Chi non vive in questa città non può rendersene conto. “Possibile che nessuno denunci?”,  ”Possibile che nessuno si opponga?” . E’ possibile, certo che lo è.

Nessuno – e ripeto, nessuno – avrebbe il coraggio di farlo, mettendo a rischio la propria incolumità e quella dei suoi cari. Non c’è protezione contro questa gente. Non c’è.

Le forze dell’ordine stanno facendo arresti a raffica. Bravi, bravissimi. Ma non basta. Ogni giorno a Napoli si esce di casa e bisogna tener conto di due sistemi di vita paralleli: quello che regola il quotidiano di tutti gli altri italiani e quello di Gomorra. Si, non trovo altre definizioni più efficaci per sintetizzare la commistione di camorra, omertà, inciviltà, connivenze, violenza.

Roberto Saviano ha dato un nome a tutto questo.

Trenta o venti anni fa non era così. Ma adesso questi hanno trasformato la gente, le regole sociali più elementari. E’ come vivere in un paese occupato o dopo una rivoluzione. Una rivoluzione che ha preso il comando mentre tutti noi dormivamo o facevamo finta di farlo.

Se fosse una partita di tennis Gomorra starebbe battendo l’Italia 6-0, 6-2, 5-1. E sarebbe al turno di battuta per chiudere l’incontro.

Ma questa donna ripresa mentre scavalca un morto ammazzzato su un marciapiede come se fosse un sacchetto della spazzatura o la cacca di un cane è il punto del 40-0 per Gomorra.

O forse è un match ball che è stato giocato da tempo e ci illudiamo che la partita sia ancora in corso.

Abbiamo perso.  Possiamo rimetterci a dormire.

avanti »