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il blog di davide azzolini

they have a dream


Martin Luther King starà probabilmente facendo numeri da Cirque du Soleil nella tomba. Ma intanto, qualora qualcuno avesse ancora dubbi, la manifestazione di ieri a Washington ha chiarito che questi dei Tea Party non sono un fenomeno folkloristico.

L’anti-obamismo dilagante nella pancia del paese ha definitivamente preso forma e voce. E per i repubblicani non sarà semplicissimo gestirli.

As usual, interessante commento di Maurizio Molinari a riguardo.

ti conviene?

Interessante intervista del Corriere della Sera a Nicola Gratteri, Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria.

La mafia diceva Falcone «è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio e una fine». Quando la vedremo questa fine?
«La mafia finirà quando finirà l’uomo sulla Terra. La ‘ndrangheta in particolare si può arginare anche dell’80 per cento se si ha il coraggio, la volontà e la libertà di creare un sistema giudiziario forte sempre nel rispetto della Costituzione».

Cioè?
«Cioè bisogna avere il coraggio di cambiare il codice penale, il codice di procedura penale e l’ordinamento penitenziario in modo tale che non sia più conveniente essere ‘ndranghetisti. Quindi bisogna lottare la mafia non solo dal punto di vista militare ma dal punto di vista sociale e culturale ma parlando di convenienza economica non di etica o di morale».

E l’etica, la morale le mettiamo da parte?
«Soprattutto ai giovani non si può parlare né di morale né di etica. Per cominciare ai giovani bisogna a parlare in termini di «convenienza». In modo tale da essere credibili subito, un impatto nell’immediato. Solo dopo questa fase si può parlare di etica e di morale. Solo dopo aver conquistato la loro fiducia».

no comment, please

Rispostissima di Filippo Facci al commento stronzetto di un suo lettore.

(Ecco perchè io non ho attivato i commenti su questo blog.)

…ah si, a proposito!

A me questa cosa che – tutti insieme e all’improvviso – questi si ricordano episodi di 15 anni fa che rappresentano una indicibile minaccia per la democrazia – oggi – in Italia, mi lascia un pò, come dire, stranito.

il sindaco d’America


Il Museum of the City of New York ospita una interessante mostra: America’s Mayor: John V. Lindsay and the Reinvention of New York.

Lindsay è stato il controverso sindaco repubblicano di NYC per due mandati, dal 1965 al 1973, eletto grazie al voto decisivo dei liberali.

Nella recensione della mostra, il New York Times commenta la differenza tra l’immagine forte, carismatica, (“He is fresh and everyone else is tired”) usata nella prima campagna elettorale ed una foto scattata per una copertina alla fine del suo secondo mandato: che cosa gli sarà successo? Otto anni di una New York da paura, ecco cosa gli è successo.

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