in effetti…
tra bosnia e serbia
Diego Lama, architetto di qualità e testa pensante che scrive per il Corriere del Mezzogiorno, offre un interessantissimo spunto di riflessione su Napoli. E con me sfonda una porta aperta.
Esiste un indice internazionale, stilato da Fund for Peace e dalla rivista Foreign Policy, che individua gli stati in via di fallimento, quelli che rischiano di andare a rotoli, quelli già precipitati nel baratro dell’ingovernabilità. L’indice valuta 12 rivelatori di instabilità (politici, economici e sociali) e, in base ad essi, dando loro un opportuno valore, calcola l’instabilità complessiva di una nazione su cui poi puntare l’attenzione del mondo se c’è bisogno di aiuto.
gioco, partita, incontro
Che la gente abbia paura a mostrare una reazione di fronte all’esecuzione di un omicidio posso capirlo. Chi non vive in questa città non può rendersene conto. “Possibile che nessuno denunci?”, ”Possibile che nessuno si opponga?” . E’ possibile, certo che lo è.
Nessuno – e ripeto, nessuno – avrebbe il coraggio di farlo, mettendo a rischio la propria incolumità e quella dei suoi cari. Non c’è protezione contro questa gente. Non c’è.
Le forze dell’ordine stanno facendo arresti a raffica. Bravi, bravissimi. Ma non basta. Ogni giorno a Napoli si esce di casa e bisogna tener conto di due sistemi di vita paralleli: quello che regola il quotidiano di tutti gli altri italiani e quello di Gomorra. Si, non trovo altre definizioni più efficaci per sintetizzare la commistione di camorra, omertà, inciviltà, connivenze, violenza.
Roberto Saviano ha dato un nome a tutto questo.
Trenta o venti anni fa non era così. Ma adesso questi hanno trasformato la gente, le regole sociali più elementari. E’ come vivere in un paese occupato o dopo una rivoluzione. Una rivoluzione che ha preso il comando mentre tutti noi dormivamo o facevamo finta di farlo.
Se fosse una partita di tennis Gomorra starebbe battendo l’Italia 6-0, 6-2, 5-1. E sarebbe al turno di battuta per chiudere l’incontro.
Ma questa donna ripresa mentre scavalca un morto ammazzzato su un marciapiede come se fosse un sacchetto della spazzatura o la cacca di un cane è il punto del 40-0 per Gomorra.
O forse è un match ball che è stato giocato da tempo e ci illudiamo che la partita sia ancora in corso.
Abbiamo perso. Possiamo rimetterci a dormire.
con le buone non si ottiene niente
Interessante campagna di comunicazione del Comune di Ercolano, guidato dall’ottimo Nino Daniele.
Ecco, io pensavo ad una cosa del genere un paio di anni fa.
Ma molto, molto più aggressiva. Questa gente va offesa, ridicolizzata e derisa. Socialmente isolata.
Ai ragazzini di Scampia e di Casal di Principe ma anche ai figli dei professionisti di Chiaia che vanno al liceo Umberto bisogna insinuare un dubbio: magari è meglio essere una persona perbene. La coscienza ce la devono avere per forza, bisogna svegliargliela con le brutte maniere.
la camorra e i partiti
Ottimo pezzo di Roberto Saviano oggi su Repubblica.
Ottimo.
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