davaz.it

il blog di davide azzolini

c’è un solo modo

Non entro nel merito della decisione di assegnare la scorta a Roberto Saviano contestata dal Capo della Mobile di Napoli Vittorio Pisani in un’intervista. Anche perchè si è già acceso uno di quei tipici ed allucinanti dibattiti all’italiana (“è vero, toglietela pure alla Capacchione”) che riempirà pagine e pagine di giornali.

Mi ha però colpito un passaggio del ragionamento di Pisani:

Ripeto: Saviano le minacce le ha ricevute.
«Bisognerebbe avere il coraggio di andare a cercare la giusta causa della minaccia».
E quale sarebbe secondo lei?
«Non lo so. Ma nel rapportarsi con la crimi­nalità organizzata ci sono regole deontologi­che, come il rispetto della dignità umana, che vanno rispettate».
Potrebbe essere più chiaro? Un esempio?
«Quando ho bussato alla porta di un superla­titante per arrestarlo, lui mi ha chiesto di aspet­tare un minuto perché la moglie era svestita. Io gli ho proposto di far entrare due agenti don­ne. Lui ha acconsentito e ringraziato».
Ammetterà che l’arresto di un super lati­tante e la denuncia giornalistica di un crimi­ne, sono un po’ più importanti del bon ton con cui li si effettua.
«Certo. Ma ci sono modi e modi. E poi, a pro­posito della vita sotto scorta, dare un’immagi­ne eroica della lotta alla criminalità rischia di essere controproducente».

Leggi tutto

scampia, napoli, italia

Immagine anteprima YouTube

c’è sudd e sud

salerno differenziata

Straordinaria risposta a tutti i meridionalisti piagnoni di professione: a 50 km da qui basta un sindaco con gli attributi come Vincenzo De Luca per fare di Salerno il fiore all’occhiello del Paese.

Gli amministratori ed i cittadini napoletani dovrebbero solo vergognarsi.

sempre sul pezzo #3

…ed ha pure annunciato la partenza della sua Banca dei Poveri:

È gia stata ribattezzata «banca dei poveri». È stata promossa dalla curia arcivescovile di Napoli per aiutare «soprattutto i giovani ed i padri di famiglia senza un lavoro a darsi un’occupazione e a procurarsi un reddito» e sarà operativa entro la fine del mese. Lo ha annunciato oggi, parlando ai fedeli nel corso della cerimonia per la liquefazione del sangue di San Gennaro, l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe.

In questo modo si vuole «aiutare chi ha idee e progetti ma non ha risorse economiche per realizzarli». Nei mesi scorsi è stato costituito dalla Curia di Napoli l’apposito fondo ‘Spes’, speranza, per l’erogazione dei prestiti a tasso zero. Chi vuole avviare una nuova attività che serva per dare reddito alla propria famiglia o offrire un’occasione per i giovani potrà avere in prestito fino ad un importo massimo di 20mila euro da restituire in alcuni anni a tasso zero.

(estratto da ilMattino.it)

sempre sul pezzo #2

Il sangue di San Gennaro si è sciolto e il Cardinale Sepe non le manda a dire nemmeno questa volta:

Parole dure del cardinale, nel corso dell’omelia di San Gennaro. «I problemi del sud sono scomparsi, per lungo tempo, da un’agenda politica troppo impegnata a turare le altre falle che via via si aprivano». ha detto. «Ma il Mezzogiorno non può continuare a essere la falla permanente della storia d’Italia; così come Napoli non può rassegnarsi a tenere saldamente il titolo della città dell’emergenza». «La mancanza di lavoro è forse il primo dei problemi che tengono in ostaggio Napoli», ha aggiunto l’arcivescovo di Napoli, il cardinale. «Lavoro significa un guadagno onesto, lavoro significa la possibilità di rendersi utile e di esprimere le proprie competenze. In una parola, lavoro è dignità, ciò a cui tutti gli uomini hanno diritto». Sepe ha poi fatto riferimento ai temi dell’integrazione con gli immigrati: «Siamo, nonostante le poche risorse, la città dell’accoglienza. Le porte di Napoli sono aperte a tutti e il volto della comunità esprime ora una multiculturalità diffusa e accettata». Poi l’ultimo colpo alla politica, ma anche al ceto intellettuale e alla gente comune: «Non possiamo restare immobili di fronte all’inevitabile, non possiamo restare vittime della nostra commiserazione, sperando di commuovere qualcuno e spronarlo a porre attenzione alla nostra storia futura».

(estratto da CorrieredelMezzogiorno.it)

« indietro — avanti »