a gotham sanno chi chiamare #3
Si potrebbe sempre dire “sono cose che accadano ovunque, non solo qui”. Il punto è che “ovunque” si verificano una alla volta, non tutte insieme in pochi giorni.
- Via Chiaia, vandali ancora in azione
- Quattro teppisti rapiscono giovane
- Imbrattato l’edificio delle Poste
- Blitz a Marechiaro contro i barcaioli
- Posillipo, i vigili sequestrano tre lidi
- Materdei, vandali nell’isola pedonale
- Soccavo, i clan guidano l’assalto agli scantinati
- Blitz al suk di piazza Garibaldi
41° parallelo
Lo so, non si possono mettere a confronto due realtà così diverse.
Lo so, quando si danno giudizi bisognerebbe farlo sforzandosi di essere obiettivi.
Ma tornare a Napoli ad agosto e trovare praticamente una città chiusa per ferie fa troppo girare le palle. Soprattutto quando leggo degli accapigliamenti tra politici ed operatori turistici sulla flessione delle presenze turistiche.
Ma meno male! Almeno limitiamo il numero di stranieri costretti a vagare come disperati alla ricerca di un bar, un ristorante, un negozio.
Ed allora, ecco che il pensiero vola a NY per dare uno sguardo a come hanno organizzato lì l’estate per chi resta (o arriva):
nycgo/free in nyc oltre al solito New York magazine…

a gotham sanno chi chiamare #2
da Repubblica.it
Rosetta balla la tarantella con i turisti
Domenica insolita per il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino che ha incontrato un gruppo di turisti in piazza del Gesù e, nacchere alla mano, ha improvvisato una tarantella (Foto AGNFOTO/Ciro Messere)
adesso si
Camorra, sgominato il clan Vollaro
Controllava la città di Portici. Il pizzo veniva richiesto anche agli ambulanti. I fiorai del cimitero costretti a versare 250 euro al mese
NAPOLI – Anche due plotoni dell’esercito per liberare una città sotto scacco della camorra. Portici, 60mila abitanti in provincia di Napoli, era completamente controllata dal clan Vollaro, un organizzazione criminale emergente che imponeva il pizzo a imprenditori e commercianti. I proventi servivano a finanziare il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti. E’ quanto emerge dalle indagini del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli che hanno arrestato nella notte, con l’aiuto del 19esimo reggimento Cavalleggeri della Brigata Garibaldi, 32 esponenti del clan.
io cuore napoli
E’ in uscita nelle sale americane un bel documentario dal titolo “Milton Glaser: To Inform & Delight”, lunga ed interessante chiacchierata con uno dei più grandi graphic designer dei nostri tempi. Forse il migliore.
A lui si deve, ad esempio, il logo “I love NY”. La storia è questa. Nel 1977 lo Stato di New York decise di lanciare una campagna promozionale per cercare di risollevare l’immagine della città sprofondata in una pesante crisi economica, sporca, insicura e con un tasso di criminalità da record.
Un giorno, mentre era in taxi, Glaser scarabbocchiò sul suo taccuino quello che sarebbe diventato il logo forse più riconoscibile e copiato al mondo, pensando che sarebbe servito solo per una campagna della durata di qualche mese. Tanto che fece il lavoro “pro bono” e non ci ha mai ricavato un centesimo. Nel documentario dice di essere felice di questa cosa.
Comunque, il punto è che con quella campagna New York iniziò la sua risalita: i newyorchesi riscoprirono l’orgoglio di essere tali e decisero di riappropriarsi della loro città. La riscossa. Il resto è storia: la criminalità dilagante fu spazzata via in pochi anni, interi quartieri prima inaccostabili furono completamente trasformati, gli investitori ed i turisti ritornarono come per magia. Leggi tutto
« indietro — avanti »

