non è la rai
Stasera la HBO trasmette “You Don’t Know Jack”, la storia di Jack Kevorkian, noto anche come Dottor Morte.
Kevorkian fu condannato a 25 anni di carcere per aver praticato l’eutanasia assistita su più di 130 malati terminali, con la sua “Mercy Machine”, Macchina della Pietà.
Cast stellare: regia di Barry Levinson, Al Pacino (Kevorkian), Susan Sarandon, John Goodman.
Ripeto, non è nei cinema ma solo per la televisione. Una produzione eccezionale come la HBO è abituata a fare da sempre. Basti ricordare, sempre con Al Pacino, il bellissimo “Angels in America”.
chapeau!
Che film! Sottoscrivo integralmente quanto scrisse l’ottima Zazie dopo averlo visto.
mondo monda à paris
stre-pi-to-so
la guerra e il prosciutto sugli occhi
Il commento su La Stampa dell’ottimo Maurizio Molinari offre come al solito interessanti spunti di riflessione. The Hurt Locker è innanzitutto un bel film. Tutta la retorica antimililtarista che aveva crocifisso la Bigelow prima delle sei-statuette-sei, è in parte rimasta spiazzata, in parte ha tentato complicate arrampicate sugli specchi.
Io in realtà penso che sia un film nè contro la guerra in Iraq, nè a favore. Racconta i fatti come stanno e basta, e lo fa senza un briciolo di retorica. La sceneggiatura è stata scritta da un giornalista, Mark Boal, inviato sul campo in Iraq che ha visto con i sui occhi cosa significhi essere un militare americano oppure un civile iracheno in una zona di guerra. Punto.
E’ un film contro la guerra in generale come – è ovvio – lo sono tutte le persone civili. Talmente contro la guerra che ci mostra come i suoi orrori possono rendere addicted anche chi un’alternativa di vita normale che lo aspetta a casa ce l’ha, come il protagonista.
La Bigelow se ne fotte di prendere una posizione politica. Ci mostra invece nel suo film quanto la guerra faccia schifo. E chi sono e cosa provano coloro che devono farla perchè indossano un’uniforme. Perchè, purtroppo, il mondo è questo e le guerre ci sono da che esiste l’uomo sulla faccia della terra. Le anime belle che a corrente alternata auspicano un mondo popolato dalle caprette di Heidi che saltano sui prati e ti fanno ciao vivono – spesso in malafede – nella realtà delle favole.
The Hurt Locker è un film, non l’inutile Assemblea delle Nazioni Unite. Tutto il resto sono chiacchiere da bar fatte sulla pelle di chi salta in aria, con o senza divisa.
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